Quanto si cammina in Giappone? Dopo la sicurezza e il periodo migliore per partire, è la domanda che mi fanno più spesso, subito dopo le prime due. Ho controllato i dati reali del mio ultimo viaggio per darti una risposta precisa, non a sensazione.
Quanto si cammina in Giappone: i numeri veri
Nel mio ultimo tour la media è stata di circa 17.000 passi al giorno. Sono alto 179 cm, e con quella statura significa indicativamente 12-13 chilometri al giorno di cammino. Non è un giorno isolato: è la media su tutto il viaggio, perché il tour è pensato per essere omogeneo. Si cammina un po’ di più a Tokyo rispetto a Kyoto, ma la differenza è minima — non c’è una giornata “picco” che si distingue nettamente dalle altre. Si cammina, con costanza, tutti i giorni.
Scale, ascensori e il momento più stressante
Nelle stazioni di metro e treno ci sono quasi sempre scale mobili e ascensori, questo è vero. Quello che in pochi dicono è che non sono capillari come si potrebbe pensare: a volte bisogna allungare il percorso di qualche decina di metri per trovare quella giusta, invece di prendere la scala normale proprio davanti a te.
È un dettaglio che pesa soprattutto in un momento preciso: quando ci si sposta con le valigie. Onestamente, per me è il momento più stressante di tutto il viaggio — non per la sicurezza, ma per la logistica pura di gestire bagagli, scale, e folla nello stesso momento.
Le scarpe giuste fanno una differenza enorme
Se c’è un consiglio pratico che do sempre, è questo: investi in scarpe pensate per il trekking urbano, non per la montagna. Io indosso queste scarpe in Goretex da uomo — se piove, semplicemente non ci penso più — con la suola tassellata quanto basta per avere aderenza, senza essere scarponi pesanti. Per chi cerca il modello equivalente da donna, eccolo qui. Quando cammini 12-15 chilometri al giorno, avere ai piedi qualcosa di comodo cambia completamente la qualità della giornata.
Le pause servono a tre cose
Le pause durante il cammino non sono solo per “far riposare le gambe”: servono a tre cose precise. Prima, ovviamente, riposarsi. Seconda, goderti meglio una zona — magari fermandoti in un konbini per bere o mangiare qualcosa, senza per forza cercare il locale instagrammabile. Terza, e non meno importante, fare quella che chiamo la “pausa idraulica”: andare in bagno con calma, senza l’ansia di dover correre per raggiungere il gruppo.
Il ritmo lo decide il gruppo, non l’orologio
Una cosa che noto spesso è la paura di “rallentare gli altri”. Nei nostri tour il ritmo non è mai fisso: si cammina al passo di chi fa più fatica, non di chi è più allenato. Se qualcuno ha bisogno di rallentare, rallentiamo tutti — non è un’eccezione, è il modo in cui organizziamo la giornata fin dall’inizio. Questo abbassa moltissimo l’ansia da prestazione di chi parte preoccupato di “non tenere il passo”: nessuno deve dimostrare nulla, si arriva tutti insieme, con i propri tempi.
“Non ce la faccio più”: la storia di Amelia
In questi anni ho accompagnato molte persone partite con la paura di non farcela fisicamente. Nessuna, alla fine, è rimasta indietro — ed è anche uno dei motivi per cui si sceglie di viaggiare in gruppo con un accompagnatore, invece che da soli.
Una volta ho avuto con me una signora, la chiamerò Amelia, che aveva subito un intervento al ginocchio pochi mesi prima della partenza. Dopo diverse rampe di scale in una stazione della metro completamente sprovvista di ascensori, mi ha detto con aria disperata: “Io non ce la faccio più, lasciami qui, prendo un taxi e torno in albergo”. Abbiamo rallentato il passo del gruppo, l’ho rassicurata, e siamo ripartiti insieme. Da quel momento non ha più avuto un solo problema per tutto il resto del viaggio. A volte basta essere vicini alle persone, e incoraggiarle nel momento giusto, per cambiare completamente una situazione che sembrava impossibile.
Ora sai quanto si cammina in Giappone, con tutti i pro e i contro reali. Se hai ancora qualche dubbio sulla parte fisica del viaggio, scrivimi: ne parliamo insieme, senza impegno. Oppure dai un’occhiata ai nostri viaggi in Giappone già pronti, per farti un’idea concreta di ritmi e tappe.
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