Ti è mai capitato di sentir parlare del foliage giapponese e pensare “sì bello, ma quando ci vado davvero”? Non sei il solo. È una delle domande che mi fanno più spesso su un viaggio in Giappone in autunno, e la risposta non è mai un’unica data su un calendario, perché tutto si muove, letteralmente, da nord a sud.
Il colore che scende: la mappa del Giappone in autunno
A differenza dei ciliegi in primavera, il kōyō, così si chiama il foliage autunnale, parte dalle montagne del nord e scende verso le pianure del sud. Nel 2026 le temperature estive e autunnali più alte della media hanno spostato tutto un po’ più avanti: gli aceri rossi (momiji) toccheranno il picco il 7 novembre a Sapporo, il 29 novembre a Tokyo e l’11 dicembre a Kyoto, quindi circa una settimana più tardi rispetto al solito. I viali di ginkgo, quelli dalle foglie dorate, invece anticipano leggermente, illuminandosi già da fine novembre.

Noi ogni anno partiamo tra la fine di ottobre e i primi di novembre, ed è sempre uno spettacolo diverso: cambia la luce, cambia il colore dominante, cambia anche l’aria che si respira per strada.
Dove conviene andare, e quando
Se vuoi anticipare la stagione, punta a nord: Hokkaido e il parco di Daisetsuzan regalano i primi colori già tra settembre e ottobre. Chi preferisce la montagna può guardare a Nikko o alle Alpi Giapponesi, dove il foliage arriva a inizio novembre.

Ma se il tuo immaginario di autunno giapponese è fatto di templi antichi con gli aceri rossi che si specchiano nell’acqua, allora la meta è Kyoto: luoghi come Eikan-do o Kiyomizu-dera diventano quasi irreali tra fine novembre e metà dicembre. Anche Tokyo non scherza, con il viale dorato di ginkgo a Meiji Jingu Gaien e l’immenso Shinjuku Gyoen che in quelle settimane si trasforma completamente.
Come vestirsi (e cosa aspettarti dal clima)
Settembre porta ancora umidità e il rischio di tifoni, retaggio dell’estate. Da ottobre l’aria comincia a farsi più leggera, ma è a novembre che il Giappone dà il meglio di sé: cielo terso, giornate soleggiate, aria fresca e secca, perfetta per camminare per ore senza sentirne il peso.
Occhio però agli sbalzi: a Tokyo e Kyoto a novembre le massime si aggirano sui 17-18°C, ma mattine e sere scendono facilmente sotto i 10°C. La parola d’ordine è vestirsi a strati — maglione leggero sotto, giacca calda sopra, e sei a posto in qualsiasi momento della giornata.
Non solo foglie: festival e sapori d’autunno
L’autunno in Giappone è anche la stagione del raccolto, e si sente ovunque. Il Jidai Matsuri di Kyoto, il 22 ottobre, è una sfilata in costume che ripercorre secoli di storia giapponese per le strade della città. Di sera, molti templi illuminano i loro giardini proprio per valorizzare il kōyō, creando un’atmosfera che di giorno semplicemente non esiste.
E poi c’è il cibo. Da queste parti la chiamano “shokuyoku no aki”, la stagione dell’appetito: i pregiati funghi matsutake, il pesce sanma alla griglia, il riso con le castagne (kuri gohan) e le patate dolci arrostite per strada, che scaldano le mani prima ancora del palato.
Una stagione che si lascia scoprire
C’è qualcosa, in questo autunno che scende lento dal nord al sud del Giappone, che mi ricorda ogni anno perché continuo a tornarci. Non è solo il colore delle foglie: è il modo in cui tutto, dal cibo ai festival al freddo pungente della sera, sembra fatto apposta per farti rallentare e guardarti intorno.
Se anche tu senti che è il momento di vederlo con i tuoi occhi, scrivimi: ti avviso appena apriamo le prossime partenze per il Giappone in autunno.
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